Il complesso rurale di Roncadelle, storicamente noto come Casa Lunga, rappresenta un prezioso frammento della memoria architettonica e produttiva della pianura padana. L’edificio, tipico esempio della struttura a porta morta, si affaccia su via Manzotti, a poca distanza dalla via Emilia, immerso in un paesaggio agricolo che per secoli ha modellato l’economia e l’identità del territorio.
La sua configurazione attuale è il risultato di stratificazioni storiche che risalgono al Settecento: muri massicci, anditi interni e ambienti destinati alla vita domestica e all’allevamento convivono sotto un unico tetto, testimoniando la profonda integrazione tra architettura e funzione produttiva. Nel tempo, la Casa Lunga ha vissuto trasformazioni significative: dal potenziamento postbellico legato all’allevamento intensivo, fino al declino causato dalla crescente meccanizzazione e dalla diffusione di strutture prefabbricate più adatte alle esigenze moderne.
È in questo contesto che si inserisce il progetto dello Studio Sabatino Architetto che ha avviato un attento percorso di studio per riqualificare, in un’ottica di transizione energetica, uno dei fabbricati realizzati alla fine degli anni Settanta. L’intervento rientra in un piano più ampio di rifunzionalizzazione di un’area dal forte valore testimoniale.
Il progetto, sviluppato nel rispetto delle normative vigenti e dei vincoli di tutela, punta a un obiettivo ambizioso: trasformare questo patrimonio agricolo in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) all’avanguardia. Non si tratta di una semplice riconversione d’uso, ma di un’operazione che intreccia conservazione e innovazione, con l’intento di dare vita a un presidio dedicato alla cura e all’accoglienza degli anziani, in risposta al crescente fabbisogno di strutture assistenziali nel territorio reggiano.
La nuova destinazione della Casa Lunga è coerente con le linee guida urbanistiche per edifici storici vincolati: l’impianto originario sarà valorizzato e reso leggibile, con il restauro della porta morta che diventerà l’ingresso di rappresentanza. Gli spazi interni saranno ripensati per garantire comfort, accessibilità e servizi allineati ai più avanzati standard abitativi.
Sul corpo dell’ex stalla verrà installato un impianto fotovoltaico da 72 kW, in grado di coprire parte del fabbisogno energetico della struttura. Un intervento concreto nel segno della sostenibilità, in linea con le politiche regionali e nazionali di decarbonizzazione e riduzione dei consumi. Il progetto, guidato dalla committenza, mira infatti a integrare efficienza energetica, eco-sostenibilità e digitalizzazione dei servizi.
La struttura sarà dotata di sistemi domotici per il controllo automatizzato di luci, climatizzazione e sicurezza, migliorando la qualità della vita degli ospiti e facilitando il lavoro degli operatori. Le camere saranno ampie e confortevoli, gli spazi comuni luminosi, i percorsi esterni attrezzati e le aree verdi progettate per favorire il benessere psico-fisico.
Questo intervento non rappresenta soltanto un recupero edilizio, ma un vero e proprio atto di rigenerazione culturale e sociale. La Casa Lunga non sarà più un rudere silenzioso nel paesaggio agricolo, ma tornerà a essere un luogo vivo, capace di offrire cura, accoglienza e dignità a chi ne ha più bisogno. Un ponte tra la memoria rurale e un futuro sostenibile, tra l’identità di un territorio e l’innovazione sociale. Una testimonianza concreta di come l’architettura del passato possa dialogare con le esigenze del presente, restituendo senso e valore a un patrimonio condiviso.
Località: Reggio Emilia
Committente: Gavi Srl
Tipo di incarico: Progettista, D.LL. e Interior Designer
Periodo: 05/2025 – in corso