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Piazza Diaz e Parco Comunale a Ceriano Laghetto (MB)

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OXIMOROS – Con la complessità rappresentata dalla volontà di sistemazione di vari ambienti urbani tra loro eterogenei, del contesto esistente (peraltro posti in una posizione centrale, rappresentativa e dunque nevralgica del Comune di Ceriano Laghetto), questo progetto rappresenta un’opportunità per trasgredire un atteggiamento monovalente di intendere un recupero urbano. Si è colta l’occasione per sperimentare la possibilità di progettare non una semplice struttura di relazioni geometriche tra le varie parti preesistenti, né una fredda e sterile zonizzazione, si è colta l’occasione per progettare la CULTURA URBANA. L’intervento si propone di creare un unico sistema urbano piazza/parco/municipio, secondo la logica della sovrapposizione, attraverso quattro ordini di tipologie di intervento:

  • fuso gravitazionale parco/piazza urbana: è la spina dorsale delle varie parti del progetto, un sistema di percorrenze dove la gente si incontra, va verso le rispettive aree di interesse e comunica, è parte del tutto nella sua complessità. Qui si respira la cultura urbana;
  • valorizzazione e tutela del parco: è la ricchezza preesistente che viene integralmente tutelata. E’ una ricchezza che diventa essa stessa elemento di progetto, una occasione per creare, con semplici operazioni di valorizzazione, nuclei di attrazione, arredi, eventi;
  • arredi parco: una lingua di arredi e pavimentazioni lignee che dal lungofiume termina con la copertura su piazza Diaz, intrecciati con stradelli, muretti di contenimento rampe e pavimentazioni in porfido;
  • arredi limite urbano: sulla parte opposta alla linea del fiume, è il passaggio tra la parte edificata e il sistema piazza/parco/municipio; pannelli di acciaio corten per box office e bar, sistemi di sedute, illuminazione, informazione che dal parcheggio del parco introducono alla zona “eventi”, per arrivare, passando per piazza Diaz, fino a via Mazzini.Protagonista, per tutta la lunghezza del sistema piazza/parco/municipio, un’espressiva serie di pavimentazioni. E’ quasi una faglia tettonica che accompagna, dirige e media la commistione tra le varie parti del progetto.

I materiali usati sono: il legno come elemento caratterizzante della città verde; i materiali lapidei (porfido e pietra piasentina) come testimonianza della tradizione e della forza della storia; i pannelli di acciaio corten e materiali metallici come spinta verso il futuro.

Il progetto si pone nei confronti delle preesistenze nella maniera meno intrusiva possibile: condizione necessaria per questo presupposto è usare al massimo le potenzialità del luogo. Dunque non ci si è limitati ad un semplice rispetto delle preesistenze ma, utilizzandole come punti progettuali, si è sempre cercato di intraprendere la strada della valorizzazione. Da via Mazzini, lungo la piazza Diaz, fin dentro la corte del Municipio, davanti al suo fronte verso il parco, fino a costeggiare il breve tratto di fiume. Lievi passaggi di forme, graduali variazioni di materiali.

valorizzazione piazza Diaz (da piazza-parcheggio a piazza-municipale): si è sentita la necessità di introdurre un limite fisico tra la zona lasciata a parcheggio (ritenuto strategico e dunque riproposto) e una zona esclusivamente pedonale, intesa come avamposto del parco urbano, come invito all’ingresso alla corte del municipio e come basamento per l’edificio di proprietà comunale ex scuola materna da riutilizzare;

valorizzazione parco comunale (da parco a “piazza verde”): così come i materiali propri del parco (legno) sono riproposti nella piazza Diaz così, in parte, i materiali lapidei di piazza Diaz penetrano nel parco creando percorsi semilastricati. Il parco, mantenendo tutte le sue peculiari caratteristiche, si avvicina alla vita urbana;

valorizzazione limite fluviale: ai bordi del parco, si crea un lungofiume con pavimentazione lignea, viene intercettata una linea preesistente di alberature che danno ombra, panchine. E’ lo spazio estremo deputato al relax;

rispetto di ogni essenza arborea: sulla parte opposta alla linea del fiume. Sono panchine con seduta lignea, strutture verticali finite con pannelli di acciaio corten, che piegano e si alzano per formare piani di appoggio, supporti verticali per pannelli informativi e illuminazione. Qui la gente si riposa, si informa, prende appunti, è seduta o sta in piedi, si incontra.