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concorso INTERNAZIONALE per l’arredo urbano del percorso storico ATE – TIXA – 2° PREMIO

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IL CONCEPT

Il tema della riqualificazione del percorso storico “ATE-TIXA” è stato affrontato attraverso l’ideazione di un arredo urbano che caratterizzasse l’itinerario in maniera autentica, inedita, esclusiva, traendo spunto dalle radici della storia della città e da ciò che oggi essa rappresenta. L’idea di partenza è stata la volontà di trasformare il percorso in un cammino emozionale fatto di scorci in continuo cambiamento e in cui la dicotomia tra passato e presente fosse racchiusa in una serie di oggetti che si ritrovano lungo tutto il cammino.

L’elemento di studio è stata la seduta, il suo design è un chiaro omaggio al mondo delle macchine e dei motori, riferimento esplicito alla cultura industriale che caratterizza il territorio di Atessa; una forma fluida ispirata alla velocità, plasmata dal dinamismo, che ha trasformato la semplice panchina in  un oggetto scultoreo che arreda e al contempo impreziosisce gli spazi che la circondano; un chiaro rimando al Movimento del FUTURISMO e alle sue straordinarie espressioni immortalate dai capolavori di Balla, Boccioni, Depero e dallo stesso Aligi Sassu che qui, a Palazzo Coccia-Ferri situato proprio lungo il percorso storico, ha uno spazio dedicato. La seduta è il punto di partenza per la definizione di tutti gli elementi che dovranno accompagnare con la loro inconfondibile forma plastica i visitatori lungo il percorso; da essa sono derivate le fioriere alte, le fiorire a parete, le fontane, i cestini, i dissuasori e ogni altro tipo di elemento utile alla unitarietà del percorso e alla sua armonizzazione.

Otre che essere ispirato al Futurismo, il Concept si arricchisce con il Simbolismo delle origini della città legate alla leggenda di S. Leucio e del gigantesco Drago che seminava terrore nei nuclei di Ate e Tixa; il percorso storico si sovrappone alla leggenda: “sorretto dalla forza della fede il vescovo riuscì ad uccidere la bestia. Del corpo, San Leucio lasciò solo un enorme costola che volle fosse conservata in eterno dentro una chiesa.” Esso stesso inteso nella sua completezza (includendo anche le zone facoltative 4 e 5), diventa una sorta di LOOP ∞ infinito: a simboleggiare il volo del drago tra Ate e Tixa e che ritroviamo imprigionato in P.zza Benedetti, anello di congiunzione di tutti i percorsi. Qui una scultura in “movimento” sospesa nel vuoto con un diametro di mt.2,50, a riprendere il disegno ottagonale della pavimentazione, diventa la gabbia in cui è imprigionato il Drago a simboleggiare l’unione di Ate e Tixa: una leggenda che ritorna e si materializza in una icona metallica che, grazie al movimento dell’aria, ruota su se stessa rendendola viva, come animata ancora da uno spirito atavico. La tecnica di rappresentazione del Drago è un rimando alle sculture in fil di ferro che con il loro wireframe danno forma all’immateriale, come i campanili di molte chiese del territorio chietino compresa la Chiesa di S. Rocco: alla struttura solida della torre si contrappone quella effimera e vuota del campanile – concetto ripreso anche nella panchina dove al modulo pieno delle sedute si alterna il wireframe degli elementi strutturali.

IL PERCORSO STORICO E GLI AMBITI DI INTERVENTO

Il progetto di “valorizzazione” e riqualificazione, come già anticipato, ha inteso considerare tutte le zone d’ambito del concorso nell’ottica di rendere circolare il percorso, scevro del concetto di “inizio e fine”; un continuum che si ripete nel tempo e nello spazio e lungo il quale sono stati definiti gli ambiti di intervento principali rappresentati da P.zza Garibaldi, P.zza Benedetti e P.zza Castello. Quest’ultima insieme alla chiesa di S. Pietro (già utilizzata come sala espositiva e polifunzionale a fare da contrappunto artistico a Palazzo Ferri ) è una riqualificazione fondamentale in quanto oltre a ricucire l’ultimo tratto di percorso non ancora oggetto di intervento, mira a far ritrovare la sua naturale vocazione di polo di riferimento sociale di Tixa.  Nello specifico l’intervento definisce la fascia di pavimentazione, in linea con quelle già realizzate, che collega la Salita Castello alla zona pedonale di via di Mezzo e della Vittoria. L’area triangolare antistante la chiesa, arricchita con alberature e rialzata rispetto alla strada, definisce uno spazio che può essere utilizzato in maniera estemporanea per mostre all’aperto o altri eventi sociali quando non ospita i parcheggi per la quale comunque è predisposta.

Per quanto concerne P.zza Garibaldi, recentemente oggetto di riqualificazione, si è cercato di trovare la giusta apposizione di tutti gli elementi di arredo all’interno della piazza senza interferire con le aree di stallo del mercato o meglio spostando di pochissimo alcune di queste ma senza venir meno alle norme di sicurezza. In questo modo si è evitato di dover procedere allo smontaggio settimanale, lasciando gli arredi a caratterizzare con la loro forma scultorea non solo lo spazio centrale della piazza ma anche le fasce laterali. L’illuminazione dello spazio centrale (non computato nella presente proposta) è pensata attraverso dei tubi con fari al led sospesi da cavi in acciaio che proiettano a terra la luce disegnando un’onda sinuosa che si contrappone alla maglia ortogonale della pavimentazione: una sorta di installazione artistica.  Inoltre sempre in P.zza Garibaldi, a lato dei dehors, è stata prevista la nuova collocazione dei due stalli di P.zza Benedetti; infatti l’idea progettuale prevede per quest’ultima una sistemazione permanente di arredo in linea con il disegno della pavimentazione e l’importanza simbolica della Piazza.

L’ARREDO URBANO

Da quanto riportato sopra si evince che la proposta pone l’attenzione sull’idea che la riqualificazione del percorso storico si traduce nella trasposizione di una serie di elementi scultorei che contribuiscono a renderlo unico ed esclusivo. La loro forma, il loro colore e il materiale ben si adattano al tipo di contesto per il quale sono stati concepiti. Per quanto riguarda il colore si è ipotizzato il marrone corten per rendere gli arredi ben visibili; tuttavia non solo esclusi altri tipi di tonalità quali il grigio antracite per uniformarli con altri tipi di arredo o con lo stesso sistema di illuminazione che, come si è visto, è stato volutamente tralasciato. Come materiale per le parti piene, si è scelto il polietilene, (appartenente alla famiglia delle termoplastiche) per via della facile lavorazione per le forme fluide attraverso la tecnologia di stampaggio rotazionale e la ottima resistenza agli agenti atmosferici (questa soluzione semitrasparente è pensata anche per la possibilità di rendere luminosi gli stessi oggetti e conferire maggiore scenografia ai luoghi); mentre per le parti vuote, a richiamare il wireframe, si è optato per profili in acciaio tagliati al laser e verniciati a polvere o trattati con finitura corten: questa sezione con il suo peso bilancia la leggerezza del polietilene e consente di ancorare gli arredi a terra preservandoli da atti di vandalismo. Infine una nota particolare merita la fioriera a parete: è un elemento indispensabile perché pensato per caratterizzare l’intero percorso in quanto quasi ovunque, nelle strade carrabili la larghezza è tale che il passaggio delle auto impedisce di abbellire con fiori e piante il percorso. Al contrario nelle strade pedonali invece l’eccesso di vasi di tutte le forme e dimensioni crea disordine e quasi ostruisce il passaggio. Con il benestare dei proprietari e la loro collaborazione nella manutenzione dei fiori e delle piante sicuramente il percorso storico di Ate Tixa avrà una sua immediata visualizzazione.