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Alloggi in Bioarchitettura a Roma

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L’intervento oggetto della progettazione ricade all’interno del Piano di Zona C21 bis, Lunghezzina 2 alla estrema periferia est della conurbazione di Roma. A livello morfologico l’area non presenta particolari acclività e lo sguardo spazia liberamente sul tessuto agricolo, nei confronti del quale il nuovo insediamento costituirà la prima manifestazione metropolitana. Le richieste del Bando, di formulare un ipotesi per 31 alloggi (10.800 mc.) all’interno di due ingombri massimi di dimensione 20 mt. X 20 mt., con quattro piani fuori terra, ha determinato un orientamento progettuale che prende il via dal riconoscimento e la valutazione dei diversi orientamenti dei fronti, condotto simultaneamente ad una ostinata ricerca di fornire ventilazione naturale trasversale a tutti gli alloggi (doppio affaccio).

La forma dell’edificio sintetizzabile in due stecche orientate nord-sud (deviazione 9,3° ovest, rispetto al nord geografico), unite dal connettivo verticale del blocco scale e ascensori (camino solare realizzato all’interno del vuoto della scala), vuole essere una prima risposta agli obiettivi prima esposti; viene garantita così ventilazione naturale passante ad ogni singolo alloggio e una equa distribuzione dell’assolamento a tutti gli alloggi, affacciandosi in ogni caso ad est e ad ovest. Nell’ottica di una massimizzazione dell’apporto solare (energia termica e luminosa), la stessa volumetria delle due stecche risulta differenziata; in aderenza al terreno la stecca a ovest-sudovest per uno sviluppo in altezza di tre piani, sospesa sul terreno (pilotis) la stecca a est-nordest per uno sviluppo di 3 piani + piano terra.

Questo tipo di configurazione favorisce l’ingresso dell’energia solare a tutti gli alloggi nel periodo pomeridiano (valutazione fatta in funzione del massimo impatto sole-aria riconducibile alle prime ore pomeridiane) e favorisce al piano terra la realizzazione di una spazialità che, con una sorta di “folding” (rialzamento del solaio tra piano terra e interrato e conseguente generazione di una piastra verde sopraelevata che permette una ventilazione diretta orizzontale dei garages, realizzando di fatto una “fenêtre en longueur” ad est), genera prospettive di sicuro interesse, verso la campagna e il tessuto agricolo.  […] Tali verifiche qualitative delle incidenze solari, hanno determinato e verificato che nei giorni invernali (dove c’è più bisogno di luce), l’irraggiamento solare diretto risulta, nella progettazione svolta , in grado di illuminare pressoché per intero l’intera profondità del nostro corpo di fabbrica (7,70 mt.). Nello specifico, i due lati esposti a sud e ovest, più soggetti a surriscaldamento estivo a causa dell’impatto sole-aria (funzione del potere radiante solare e della temperatura dell’aria), sono stati fasciati da un telaio giustapposto in metallo che presenta in copertura una sorta di lama-tettoia in C.A. alleggerito (ristabilendo oltretutto un equilibrio formale e percettivo con la stecca a est, più alta di un piano) e alloggia nell’orditura verticale di facciata, brise-soleil fissi in metallo, la cui inclinazione scaturisce dall’analisi delle inclinazioni selettive cui prima si dava cenno e la cui altezza d’imposta non pregiudica il libero affaccio e visuale dalle finestre degli alloggi( il fronte ovest si gioverà maggiormente di questi brise-soleil in quanto il sole si trova ad essere qui , ad un’altezza inferiore rispetto al fronte sud, che utilizzerà invece prevalentemente lo sporto della tettoia per proteggersi, unitamente alla copertura e parete cieca, ventilate previste).

Ugualmente selettivo alla radiazione solare, risulta essere il dispositivo verde del tetto giardino previsto in copertura della stecca a ovest di tre piani, un piano in meno della stecca a est, con l’utilizzo di essenze arbustive caducifoglie, barriere all’irraggiamento diretto della stecca a est-nordest in estate e permeabili (perché defoliate) in inverno. Le scelte tipologiche operate vanno nella direzione di favorire una residenza a spiccata vocazione sociale che ritroviamo nella logica dello spazio collettivo per attività ricreative e assemblee, dei ballatoi appena accennati, dell’unico corpo scala e del mix degli alloggi scelto, volto ad addensare diverse tipologie di abitare, vedendo nella diversità e varietà un valore importante da propugnare, soprattutto negli interventi di periferia urbana.

La disposizione interna degli alloggi segue alcune logiche dettate da puro “buon senso bioclimatico” ma anche da pratiche esigenze di comfort psico-fisico, come l’attenzione posta nell’evitare che camere vengano a trovarsi in aderenza con ambienti rumorosi di appartamenti confinanti (cucine, bagni) o come la volontà di dare a tutte le zone giorno, visuale libera e diffusa sull’esterno piuttosto che sulla risulta tra le due stecche edificate. La soluzione proposta prevede un piano interrato, ventilato direttamente da flussi d’aria laminare orizzontali, provenienti dalle bocchette verticali create dal rialzamento della piastra verde a est, cui fanno riscontro le griglie orizzontali a ovest, dello scannafosso che perimetra tutto l’interrato ( e che fà da collettore alla ventilazione di fondazione tesa a sfavorire eventuali concentrazioni di gas radon e umidità capillare); tale piano interrato accoglierà il connettivo verticale (scale e ascensore), un posto auto ad alloggio (verificate le prescrizioni della L.122/89), box/cantine. Da un punto di vista formale la progettazione accoglie i dettami del Piano di Zona quali il massimo ingombro e i fili fissi di attestazione di facciata; propone immagine di se differente su tutti e quattro gli orientamenti, in comune accordo con le scelte ed esigenze di carattere bioclimatico prima esposte. Avremo quindi bucature (porte e finestre) pressoché esclusivamente ad est e ovest, fronte sud e ovest (facciata) caratterizzati da questo telaio in metallo sovrapposto all’orditura strutturale in C.A., per alloggiare i brise-soleil tesi a proteggere tali fronti da surriscaldamento estivo e/o effetto serra nelle chiusure vetrate, come anche dai venti freddi invernali da sud-ovest.

Il fronte a nord risulterà essere anche formalmente il più “chiuso”, mentre il fronte est instaurerà un rapporto dialettico con la campagna, mediato da una loggia/balcone a nastro, diaframma e deflettore ai venti freddi invernali da nordest. L’immagine finale della progettazione risulterà essere ispirata ad un gusto contemporaneo, di elevata qualità architettonica, non protesa a dignità di prototipo bensì a modello insediativo verosimile ed esportabile, che interpreta in modo sociale, relazionale ed ecosostenibile le nuove esigenze dell’abitare economico e popolare, senza negare per questo l’esigenza di rappresentatività, di condivisione e accettazione.

I colori dell’intervento saranno orientativamente il bianco di un intonaco a calce (basso assorbimento della radiazione termica solare) per le murature, alluminio (elevata riflettenza) per i brise-soleil, il nero degli infissi verniciati, il verde delle sistemazioni arboree e a prato della copertura e della piastra rialzata al piano terra. Le sistemazioni esterne, presa coscienza della forma del lotto, dell’intorno territoriale con le sue emergenze (Ferrovia e Autostrada) e dell’intorno insediativo (Piano di Zona), sono tese a relazionare l’intervento con il contesto esistente e di progetto, a dissimulare eventuali fonti turbative del benessere psico-fisico (inquinamento acustico e visivo), a favorire la creazione di zone per la sosta, l’aggregazione e la relazione sociale. Il fronte est prevede, immediatamente a ridosso della perimetrazione dell’area, due sistemi lineari a far frontiera con il tessuto agricolo e le infrastrutture del trasporto; nell’ordine da est a ovest troviamo la duna inerbita realizzata col terreno di scavo degli edifici, il connettivo ciclabile che lega l’area a tutto l’insediamento in progetto, una fascia alberata di essenze sempreverdi che separa questi sistemi lineari pubblici dalla resede privata dei due edifici.